Cammino di Santiago: cosa vuol dire essere un pellegrino

Cammino di Santiago: cosa vuol dire essere un pellegrino

Nel momento in cui partirai per il tuo Cammino di Santiago sarai anche tu un pellegrino. Perciò se ti stai chiedendo qual’è la definizione di pellegrino o cosa vuol dire essere un pellegrino in questo post risponderò alle tue domande.

Il turista percorre i paesaggi della cultura umana. L’esploratore insegue orizzonti inesplorati. Il pellegrino cerca la via verso l’anima.
(Fabrizio Caramagna)

Definiamo pellegrino in senso stretto colui che si reca in pellegrinaggio a un luogo santo, solo o in gruppo, a piedi (come avveniva soprattutto anticamente) o su automezzi, in viaggi collettivi o organizzati. Oggigiorno si sceglie di rinunciare ai beni materiali per divenire pellegrino, si sceglie di essere pellegrino, si sceglie di intraprendere un viaggio spirituale, un viaggio alla ricerca di se stessi, un viaggio che  lascerà un segno nell’anima e cambierà per sempre la vita.

In passato invece l’essere pellegrino era soprattutto legato a motivazioni religiose, come penitenza o la ricerca di una grazia; ma poteva essere anche un’imposizione del sacerdote a seguito di peccati molto gravi oppure l’imposizione da parte del giudice per scontare una pena inflitta.

La figura del pellegrino è molto cambiata nel corso dei secoli. Oggi il pellegrino 2.0 dispone di molti comfort e tecnologie che rendono il suo percorso indubbiamente più comodo e confortevole rispetto al pellegrino del medioevo. Immancabile nel bagaglio del pellegrino 2.0 è lo smartphone per poter essere sempre connessi con il mondo e poter documentare le fatiche sul profilo Facebook o Instagram che sia.

L’antico pellegrino invece disponeva certamente di meno comfort. Innanzitutto l’abbigliamento era assai diverso. Il pellegrino si riconosceva dall’abbigliamento tipico composto da veste corta, per non inciampare, la bisaccia, considerato l’antico zaino del pellegrino, il cappello, per ripararsi da caldo o pioggia, il bordone (bastone) che serviva da supporto lungo il cammino e rappresentava il sostegno di Dio durante il pellegrinaggio, una borraccia (la calabaza) ricavata anticamente da una zucca, portata alla cintura, al bastone o ai fianchi, un’arma per difendersi da eventuali ladri ed infine un borsello di pelle, che doveva essere portato sempre aperto come segnale di fiducia.

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Pellegrini sul Cammino di Santiago di Compostela

Nel 2017 sono stati oltre 300.000 i pellegrini che sono giunti a Santiago da ogni parte del mondo, ma chi è il pellegrino che giunge a Santiago?  A mio modo di vedere pellegrino è qualunque persona arriva a Santiago mosso da una motivazione religiosa, spirituale o personale indipendentemente da come ci arriva, in quanto tempo e in che modo. Il pellegrinaggio a Santiago ed il Cammino di Santiago non sono una dimostrazione di forza o di capacità, non sono una gara a chi percorre più volte il Cammino o a chi percorre la distanza più lunga. L’unica competizione, l’unica sfida è verso se stessi, verso la propria anima e verso i propri limiti.

Tuttavia è evidente che nella visione comune per essere “classificato” come pellegrino del cammino di Santiago di Compostela bisogna percorrere a piedi, in bici, in tandem o come si voglia, un minimo insindacabile di chilometri: almeno 100 per chi arriva a piedi, almeno 200 per chi arriva in bicicletta. Una volta compiute queste distanze minime il pellegrino potrà ricevere la compostela ed il certificato di chilometraggio.

Il pellegrino medioevale non badava a tutto questo: prima di partiva si spogliava dei suoi averi, vendeva beni qualora avesse bisogno di finanziare il viaggio e dava disposizioni di amministrazione del suo patrimonio. Un’altra cosa a cui provvedeva il pellegrino prima di partire era fare testamento: non era così scontato il suo ritorno a casa vivo e vegeto.

Un pellegrino, lo riconosci, ti dicono. Non sono le scarpe impolverate, lo zaino pieno di tasche, i cappelli a falde larghe, a svelare le centinaia di chilometri fatti a piedi fino alla tomba di San Giacomo il Maggiore. È lo sguardo dritto che fissa la meta. Lo stordimento, dopo lunghi campi e sentieri di campagna attraversati in silenzio, fino all’arrivo a Santiago de Compostela
(Annalisa Guglielmino, L’Avvenire 2014)

Il pellegrino affrontava prove tali che spesso veniva esentato dal pagamento di alcune tasse e dazi, e attorno a lui si creava un’aura di misticismo e spiritualità tali da farlo apparire come una figura di assoluto rilievo.

Ovviamente tutto nell’età contemporanea tutto questo non accade, il viaggio è considerato sicuro e agevole, il pellegrino non ha bisogno di viaggiare in gruppo per difendersi dai pericoli, infatti non difficile trovare chi affronta il viaggio da solo. Incontrerai persone provenienti da ogni angolo della terra, farai amicizia e sarai solo solamente nella misura in cui vorrai esserlo. Essere pellegrino può voler dire soprattutto mettersi alla prova raggiungere gli obiettivi che ti sei proposto lungo la tua vita, il tuo Cammino di Santiago, mettersi alla prova a livello fisico, psicologico e superare le tue paure.

Allo stesso tempo il pellegrino moderno segue un’attenta preparazione fisica prima di intraprendere il viaggio e nel mio libro troverai tanti suggerimenti pratici su come prepararti al meglio per affrontare il tuo primo Cammino di Santiago.

Per concludere: i pellegrini sono persone comuni di ogni età provenienti da tutto il mondo, che come te, decidono di intraprendere questo viaggio perché si sentono chiamati a farlo spiritualmente o per ragioni intrinseche alla persona.

Sarà cambiata la veste del pellegrino e il suo zaino, ma quello che non cambierà mai è la sua anima, un viaggio alla ricerca si se stessi, un viaggio nella più profonda spiritualità, un viaggio considerato prima e adesso il viaggio della vita.

Ultimo aggiornamento 2019-08-22 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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