Cammino di Santiago: chi era San Giacomo?

Cammino di Santiago: chi era San Giacomo?

Questa è la storia di Giacomo di Zebedeo uno degli apostoli di Gesù, più semplicemente San Giacomo e in spagnolo Santiago.

I pellegrini che da oltre un millennio arrivano da ogni parte del mondo a Santiago di Compostela attraversando le strade ed i sentieri della Spagna, giungono fino al capoluogo della Galizia per abbracciare la sua statua e metaforicamente il suo spirito.

La città, ed il Cammino portano il suo nome: Santiago, in Italiano appunto San Giacomo.

Chi era l’apostolo Giacomo

Giacomo di Zebedeo era figlio di Zebedeo e di Salome, fratello di Giovanni Apostolo, ed era  conosciuto anche come «Maggiore» per distinguerlo dall’apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo, cugino di Gesù, detto «Minore» o “il fratello del Signore”.

Secondo quanto scritto nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli, Giacomo il Maggiore era uno dei dodici apostoli di Gesù.

La storia cristiana racconta che Giacomo insieme a Giovanni ed agli altri apostoli, fu molto spesso al fianco di Gesù durante la sua vita pubblica, al punto di far parte della cerchia più ristretta dei suoi tre apostoli più fidati.

Secondo una tradizione risalente al periodo di Isidoro di Siviglia (a cavallo del 600 d.c.), Giacomo dopo la morte di Gesù fece la stessa scelta degli altri apostoli, ovvero partì con la missione di diffondere nel mondo conosciuto il Vangelo, la vita e la parola del suo Maestro.

Secondo questa tradizione Giacomo scelse appunto la Spagna per il suo percorso di evangelizzazione.

Non esistono prove certe di questo viaggio, che in realtà molti ritengono improbabile. Resta comunque il fatto che successivamente alla missione in Spagna sembra che Giacomo fece ritorno in Giudea.

In Giudea trovò morte tramite decapitazione e martirio per mano del re Erode Agrippa, attorno all’anno 42 del primo secolo.

La storia di Giacomo e del Cammino non termina però certo con la sua morte, anzi… Il martirio come spesso accade nelle vicende legati ai santi sancì l’inizio della sua leggendaria storia.

La Legenda Aurea racconta che dopo la decapitazione,  dopo essere scappati e approfittando dell’oscurità della notte i discepoli di Giacomo riuscirono a trafugare il corpo del loro mentore.

Per i sette discepoli cominciò un lungo viaggio, un viaggio che li portò via mare fino alle coste della Galizia e da qui, risalendo la Ria de Arousa (uno splendido fiordo di cui potrai trovare le foto sulla mia pagina Facebook), trasferirono il corpo dell’apostolo Giacomo arrivando al porto di Iria Flavia, cittadina ora conosciuta con il nome di Padron.

Secondo la leggenda i discepoli di Giacomo intendevano chiedere alla Regina Lupa un pezzo di terra nella quale seppellire il loro Maestro. Lupa infatti era la monarca che allora dominava dal suo castello le terre su cui oggi si trova Compostela.

Fatto sta che nell’attesa dell’incontro con la Regina i discepoli depositarono il corpo del loro Maestro su una roccia, roccia che da lì a poco cedette fino a diventare il Sarcofago Santo.

Nemmeno l’incontro con Lupa andò bene: la regina accusò i discepoli di peccare di superbia e li inviò alla corte del vicino re Duyos, nemico del cristianesimo, che li recluse.

Secondo la tradizione un angelo liberò i sette uomini dalla loro prigione e durante la loro fuga accadde un nuovo miracolo: i soldati che correvano dietro di loro mentre attraversavano un ponte, furono fermati da un intervento divino.

Tuttavia questo non  fu l’unico contrattempo che gli uomini dovettero affrontare. I buoi che fornì loro la regina per guidare il carro che trasportava il corpo di Santiago a Compostela risultarono essere dei tori selvaggi che, tuttavia, miracolosamente, si ammansirono da soli durante il percorso.

Lupa, attonita dinanzi a tali episodi, si arrese agli uomini e si convertì al cristianesimo, comandò di distruggere tutti i luoghi di culto celtico e cedette il suo palazzo privato per seppellire l’Apostolo.

Dove una volta si erigeva il palazzo della regina ora, da secoli, sorge la monumentale cattedrale di Santiago.

La storia di Santiago e di Compostela

Otto secoli più tardi, nel 813 d.c., la storia narra che l’eremita Pelagio attratto dall’inconsueta luminosità di una stella avvisò il vescovo Teodomiro il quale giunto fino ai piedi di una quercia, ritrovò tra i cespugli un altare con tre monumenti funerari.

In uno di questi monumenti venne ritrovato un corpo decapitato, con la testa sotto il braccio ed un’iscrizione: «Qui giace san Giacomo, figlio di Zebedeo e di Salomè».

Teodomiro attribuì immediatamente l’identità dei resti ossei a san Giacomo, a Teodoro e Attanasio, due dei discepoli dell’Apostolo compostelano, poi informò della scoperta il re Alfonso II il Casto, il quale nominò San Giacomo patrono del regno e fece costruire una chiesa in suo onore.

Il resto è storia: la notizia della scoperta del Santo Sepolcro galiziano e  delle spoglie mortali dell’apostolo Giacomo cominciò velocemente a circolare in tutta Europa e divenne il più grande simbolo della Riconquista spagnola, dando inizio alla storia di un pellegrinaggio che dura ormai da oltre 1000 anni. Insomma, re Alfonso fu soltanto il primo pellegrino di una lista infinita che continua anche al giorno d’oggi.

Nonostante il ritrovamento e l’inizio della loro adorazione le reliquie di San Giacomo non riuscirono però godere a lungo della meritata pace: la tradizione racconta che nel XVI secolo furono nascoste per evitare che i pirati sbarcati nel porto di A Coruna potessero attaccare la città di Compostela e trafugare i resti del Santo.

Da quel momento però si perdono le tracce dei resti del Santo per un lunghissimo periodo di tempo, almeno fino alla fine del XIX secolo quando dietro all’altare principale all’interno dell’abside venne ritrovata una piccola cripta di 99 centimetri di lunghezza e 30 di larghezza. L’esame del suo interno rivela l’inaspettato: nel loculo si trovano delle ossa, reliquie che nel 1884 vennero ufficialmente riconosciute come appartenere a San Giacomo da Papa Leone XIII.

Per la seconda volta, ancora quasi miracolosamente, le spoglie di San Giacomo vengono ritrovate, e il culto Giacobeo torna a rafforzarsi e a crescere.

Fin qui la storia, in realtà però l’autenticità dei resti dell’apostolo Giacomo ha generato discussioni e dibattiti che si sono protratti per secoli. Non solo: l’autenticità dei resti è stata sottoposta a ricerche meticolose e profonde.

Uno dei primi dubbi riguarda ovviamente il trasporto del corpo di San Giacomo fino in Galizia: la lunghezza del viaggio e la sua difficoltà fanno ritenere a molti che quasi duemila anni fa un’impresa del genere fosse decisamente impossibile. Il dubbio, compreso quello sul leggendario ritrovamento, è stato alimentato anche da alcuni studi secondo i quali le reliquie ossee non apparterrebbero a San Giacomo ma a Prisciliano di Avila, un vescovo spagnolo accusato di eresia.

Oltre ai dubbi sul viaggio ci sono poi quelli sulla genesi della città: secondo diversi studi archeologici la città di Compostela era in realtà una necropoli di età pre-cristiana.  In realtà sembra non siano mai state eseguite ricerche scientifiche sui resti che custodiscono le mura della Cattedrale.

Insomma, quella di San Giacomo, o meglio Santiago, è una storia complessa, affascinante e controversa in cui la leggenda si fonde con la storia dando vita ad un culto che cresce in maniera inarrestabile da secoli.

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