La Festa dei Miracoli: il paese siciliano che impazzisce per San Giacomo

La Festa dei Miracoli: il paese siciliano che impazzisce per San Giacomo

Dopo aver compiuto il mio primo Cammino di Santiago il virus del Cammino si è completamente impossessato di me, ovviamente solo nel senso positivo del termine!

Grazie al mio libro sul Cammino di Santiago, a questo sito sul Cammino di Santiago ed alla pagina Facebook sul Cammino di Santiago ho avuto il piacere di conoscere tantissime persone in ogni parte del mondo accumunate dall’amore per il Cammino e dall’ammirazione per San Giacomo.

Grazie allora a Francesco Sarra che dalla Sicilia mi ha parlato della Festa dei Miracoli, una stupenda festa che si svolge ogni anno a Capizzi un piccolo paesino della Sicilia del quale San Giacomo è il Santo Protettore.

Eccovi la storia che mi ha raccontato Francesco (grazie ancora amico mio!)

Il cammino di Santiago è un lungo percorso che i pellegrini intraprendono fin dal Medio Evo per raggiungere la tomba dell’ Apostolo San Giacomo il Maggiore nella città spagnola di Santiago di Compostela.

Il culto verso il Santo pellegrino è molto diffuso in Italia in modo particolare in tutti quei paesi che avevano a che fare con il cammino.

Anche in Sicilia si intraprese una sorta di cammino e chi non poteva recarsi a Santiago compiva il cammino direttamente nella propria terra: da Camaro a Messina, da Agrigento a Palermo o da Caltagirone a Capizzi.

Capizzi è una tranquilla cittadina nebroidea dove l’Apostolo protomartire, venerato nell’omonimo Santuario, ne è il protettore.

Nei giorni che partono dal 16 fino al 26 Luglio, la cittadinanza si stringe numerosa ai piedi di San Giacomo, la cui immagine, con il Santo seduto benedicente, sembra proprio benedire il popolo fedele ai suoi piedi. La festa prende il nome di Festa dei Miracoli.

La festa dei miracoli di Capizzi è una delle feste più spettacolari ed eccentriche della Sicilia.

Il Santuario di San Giacomo di Capizzi è la chiesa jacopea più antica dell’Isola. Il culto risale al tempo dei valorosi Normanni che edificarono una piccola chiesa ai margini del folto bosco di Capizzi, come luogo di eremitaggio.

Nel 1425 divenne celebre Santuario, quando il cavaliere aragonese Sancho De Heredia vi deposita alcune sacre Reliquie tra i quali un dito del Santo. Capizzi, infatti, possiede la Reliquia di San Giacomo più antica della Sicilia.

La festa, che inizia giorno 16 Luglio con la novena, sembra rispecchiare sia il carattere dell’Apostolo, tanto impetuoso da essere chiamato da Gesù “Figlio del tuono”, sia l’irruenza degli stessi capitini che in secoli di acceso culto per l’amato e temuto Santo sembrano quasi aver imitato i tratti caratteriali.

All’alba del 25 Luglio vi è l’antica tradizione di percorrere a piedi scalzi il lungo tragitto che il Santo il giorno 26, sorretto a spalle dai suoi devoti, compie per le strade della città toccando tutti gli edifici di culto esistenti e non più esistenti (chiese sconsacrate).

Il giorno 26 Luglio è il giorno più atteso del ciclo festivo e più ricco di azioni devote e di storia.

Verso le ore 16.00 il Santo viene trasferito, dalla vara in oro zecchino dell’altare principale, alla vara massiccia neoclassica, indiscussa protagonista assieme al Santo della processione dei “Miracoli”.

Verso le 18.30 ha inizio la processione del Santo, che è accolta dal lancio di carte multicolore, da applausi, assordanti fuochi d’artificio, dal popolo festante che inneggia al Patrono, e dalla Banda Musicale che intona il famoso inno “La leggenda del Piave”.

La vara portata a spalle dai devoti, con andata impetuosa, inizia il suo percorso per le tortuose e strette strade di Capizzi, accompagnata dal popolo festante, che esulta e gioisce allegramente accompagnando il proprio Santo.

Tutto questo fino ad arrivare in Piazza Miracoli dove i portatori si lanciano con impeto e con tutto il peso della vara contro un muro di una casa ripetutamente, fino a far cedere il muro stesso e creare un grande buco. Queste percosse con la vara del Santo contro il muro, sono chiamati “Miracoli”.

Non si conosce con precisione quando abbia avuto inizio il rito, ma si sa con certezza che tale azione risale alla notte dei tempi. Così senza nessun preavviso, San Giacomo, dopo aver compiuto i suoi “Miracoli”, ed aver assicurato una buona annata alla sua gente, lascia la Piazza, e continua il suo giro per la città.

Un fragoroso sparo di fuochi d’artificio chiude l’indimenticabile e affascinante festa di San Giacomo. Chi volesse approfondire il culto di San Giacomo a Capizzi, la festa, il folclore e le preghiere che si tramandano da generazioni non resta che leggere il libro “Un Intimo amico del Signore. L’Apostolo San Giacomo il maggiore” di Francesco Sarra Minichello.

Il libro di Francesco può essere richiesto via mail: francescoxharra@gmail.com

Ultreya!!

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